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Che Cos'è il PUNK:
Per spiegare il fenomeno punk si potrebbero spendere migliaia di parole. Sintetizziamo dicendo che il punk è sicuramente lo stile che più ha colpito l'opinione pubblica. Il ragazzo o la ragazza punk si riconoscono per bene in mezzo alla folla, sebbene uno dei motti chiave del movimento punk sia "punk è un modo di essere, non un modo di apparire", unito – tra l'altro – al significato originale che la parola punk ha e cioè "di poco prezzo, di scarso valore e qualità".
Anche la moda punk, come molti generi di abbigliamento, affonda le proprie radici nella musica, vale a dire sono i gruppi di musica punk che hanno influenzato stile e comportamento dei loro fans. Per dimostrare ciò basti pensare ai Sex Pistols, il gruppo che negli anni '70, più precisamente nel 1977, mostrò al mondo un modo nuovo di fare musica e un nuovo modo di denunciare socialmente stati di fatto. Il loro album del 1977 "God Save the Queen" era un attacco feroce alle contraddizioni della monarchia inglese. Il loro successo deriva proprio in gran parte da questo album: la contestazione è il segno di svolta nella musica punk, per definizione rozza e di scarsa qualità musicale.
L'abbigliamento e l'atteggiamento del leader dei Sex Pistols, Sid Vicious, è poi stato preso come riferimento per tutti i fans. Avremo modo in seguito di parlare dell'abbigliamento, ora soffermiamoci sull'atteggiamento dei fans della musica punk, che potremmo definire e circoscrivere come punk "britannico" proprio perchè la band di riferimento, i Sex Pistols, erano proprio sudditi della regina! Ebbene, l'atteggiamento che i fans copiavano dai loro idoli musicali erano soprattutto quegli atteggiamenti violenti verso gli altri e verso sè stessi: il modo di ballare in primis. I "pogatori" cioè chi ballava sulle note della musica punk con spintoni, salti – ci si poteva far male se non attenti – erano sicuramente soggetti a cui era associato lo stereotipo del teppista.
A dire il vero, associato a questo genere di punk britannico, vi furono anche delle band più "tranquille" e a carattere più commerciale. Ci riferiamo ai Clash, gruppo sempre britannico che fino al 1986 fu persino uno dei gruppi più apprezzato dalla critica, in altre parole "l'unico gruppo che nella musica davvero conti". Un ottimo risultato per un gruppo di ragazzi che alla fine degli anni '70 erano solamente dei supporter dei più famosi ed idolatrati Sex Pistols. Anche a livello di comunicazione e della qualità dei testi i Clash si ispirarono dapprima largamente ai Sex Pistols con la critica verso la monarchia e le istituzioni inglesi in generale, sempre più americanizzate. Quello che però li ha veramente differenziati dai Sex Pistols fu il fatto che abbandonarono le tendenze così violente dei primi e si impegnarono per una musica meno rozza e di maggior spessore culturale. I Clash, infatti, crearono musica punk verso il concetto di world music, cioè di musica dalla cultura e dalla tradizione di tutto il mondo, in primis della musica raggae.
Dagli Stati Uniti, invece, arrivarono i Ramones con il loro sottogenere punk rock newyorkese. Sottogenere che ebbe un maggior successo per quanto riguarda la durata, la tenuta del gruppo che si sciolse non molto tempo fa, nel 1996. I critici sono ora concordi nel dire che non furono i Sex Pistols ad influenzare i Ramones ma i Ramones ad influenzare i Sex Pistols.
Negli anni '80 vi furono altre ondate di punk, una miriade di sottogeneri punk, la cui musica e cui testi avevano anche una maggiore valenza culturale e politica. Per citarne alcuni, possiamo fare i nomi di Siouxsie and the Banshees e dei Damned.
E infine veniamo all'abbigliamento punk, quello che a colpo d'occhio distingue un ragazzo punk dal resto del mondo. In genere tutti i capi e gli accessori che caratterizzano il genere punk sono accessori di poco prezzo, accessibili quindi anche ai giovani delle classi sociali meno abbienti. L'abbigliamento dei ragazzi punk è, a prima vista, un gruppo disomogeneo di capi. Non si trova nel ragazzo punk una particolare attenzione nell'abbinamento, nel senso che non si atteggia a cercare un accostamento di colori che invece è tipico di altri stili o generi. In sintesi, è difficile che notiate in un ragazzo punk o in una ragazza punk l'attenzione maniacale ad accostare il colore della cintura con il colore delle calzature. Nonostante ciò, il ragazzo e la ragazza punk presteranno attenzione ai colori perchè in effetti è ravisabile nell'abbigliamento punk – sebbene sia un po' stereotipato – un certo colore predominante nell'abbigliamento. Di solito si tratta di un colore scuro, come ad esempio il nero, il marrone o il verde scuro o verde marcio. La stravaganza del ragazzo e della ragazza punk si rispecchia nell'accostamento di capi ed accessori che non hanno nulla a che fare l'uno con l'altro. Sotto un giubbotto di pelle il ragazzo punk (o la ragazza punk) indossa una maglietta a maniche corte (una t-shirt) e si agghinda con catene, bracciali sullo stile sadomaso.
Ispiratrice di questo stile di abbigliamento è sicuramente la famosta stilista inglese Vivienne Westwood, che negli anni del successo dei Sex Pistols era colei che ne curava il look. Ora la Westwood è un'attempata signora di oltre 60 anni, ma negli anni '70 fece una scommessa sulla musica punk, la musica da quattro soldi, e portò sulle passerelle mondiali uno stile decisamente sadomaso: negli abiti spille da balia, collari con punte acuminate, catene e tanto tanto metallo da indossare. E fu proprio lei che evidenziò e diffuse un capo di abbigliamento particolarmente amato dai ragazzi punk della prima ora: si tratta dei pantaloni "bondage trousers".
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